La giraffa con il collo troppo corto

 

C’era una volta nella savana una giraffa di nome Tina.

Tutte le giraffe la prendevano in giro perché era bassa e aveva il collo corto. Le canticchiavano sempre questo ritornello:

 

“Sei una giraffa ma puzzi come una ciabatta. Perché giraffa sei così bassa ?

E’ una magia di una  fata, tuo marito non indosserà mai la cravatta, sai perché ?

Perché tu sei Tina, la giraffa piccolina !”

 

Un giorno Tina sentì gli animali, di tutti i tipi, lamentarsi dell’unico fiume. Dicevano:

“Come faremo a bere se dall’unico fiume che c’è in questa arida savana non viene più acqua?”

Tina camminò a lungo e sentì dei rumori. Dopo quei folti alberi vide un monte talmente alto che neanche la giraffa più grande della savana riusciva ad arrivarci col suo lungo collo. Ma per fortuna c’era una scala scavata nella montagna: per un uomo era grande ma per una giraffa era piccola, ma siccome lei era una giraffa bassa riuscì a passare.

Appena arrivata sentì dei frastuoni provenire dal fiume. La giraffa si avvicinò incuriosita, erano dei castori ! Stavano facendo una diga.

La giraffa disse a loro se potevano fare un buco nella diga così l’acqua sarebbe arrivata a tutti gli animali che ne avevano bisogno, ma i castori dispiaciuti gli risposero che non potevano fare un buco perché i loro denti non erano abbastanza forti. Tina se ne tornò nella savana ma, come in una visione, vide un’anatra dall’altra parte della diga dove non c’era l’acqua.

Tina andò a consolarla, temendo fosse successo qualcosa.

 “Perché piangi?”

“Perché le altre anatre non vogliono giocare con me”

  “E per quale ragione?”

 “Io ho il becco diritto come un picchio e loro ce l’hanno come una qualunque altra anatra”.

Tina le raccontò la sua storia. E alla fine le disse :

 “Come ti chiami?”

“Rosella”

rispose lei.

 “Per far tornare l’acqua nel fiume ho bisogno di te, mi puoi aiutare ?”

 “OK”

rispose lei sospirando.

La piccola giraffa portò Rosella dietro la diga

 “E ora picchietta!”

Lei con la testa tra le nuvole obbedì. Dopo un’ora si formò il buco.

“Scusa ma perché mi hai fatto fare questofff…”

e un casino di acqua precipitò su di lei.

E così Tina non la chiamarono più con il ritornello ma quando la vedevano dicevano entusiasti :

“Ecco Tina l’eroina!”

E Rosella andò come una comune anatra a giocare con le sue amiche.

The End

La morale di questa favola è che non devi vergognarti mai per ciò che sei.

(Scritto da Filippo ad 8 anni, in Terza Elementare)

Link del manoscritto originale in “brutta” https://raccontidiunbambino.files.wordpress.com/2017/01/manoscrittogiraffa.jpg

 

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