Due parole su Zima Blue

Non mi piace molto scrivere delle recensioni riguardo a qualcosa, ma più scrivere racconti. Ma durante questo periodo di quarantena, bisogna passare il tempo; perciò ho preparato una recensione sull’episodio Zima Blue della serie love death + robots, di NETFLIX

Questa serie è molto particolare e può essere compresa da diversi punti di vista. Sono episodi scollegati, quasi tutti ambientati nel futuro oppure in un avvenimento che sta comportando il futuro. Alcuni episodi sono più belli per la storia, altri per come sono stati disegnati. E’ incredibile come questa serie possa avere degli episodi con idee geniali e altre idee orribili o carine ma troppo poco elaborate. Un episodio che ultimamente sta diventando famoso su NETFLIX di questa serie è Zima Blue, la storia è molto complicata ed è quella di Zima Blue un uomo famoso già in tutto il mondo per i suoi murales e opere d’arte gigantesche, ma un giorno Zima decide di dipingere uno dei suoi murales uguale identico agli altri ma con un minuscolo quadrato blu nel centro. Così i murales che dipingeva piano piano si evolvevano fino a diventare completamente blu, un blu diverso dagli altri il colore Zima Blue. Zima non è mai stato un essere umano perché aveva subito numerosi interventi in un pianeta specializzato in modifiche cibernetiche illegali e da tempo cercava una risposta a tutte le domande della vita. Fino a che finisce per comprendere ogni cosa e fa costruire una piscina nella sua villa, Zima è nato come robot per pulire la piscina e la prima cosa che aveva visto erano le piastrelle della piscina, successivamente nuovi padroni di Zima hanno cominciato a sperimentare su di lui nuovi hardware e software e dopo molte modifiche arrivarono a programmare lui stesso. Così una volta che aveva completato il suo scopo nella vita decise di ritornare a essere un robot con uno scopo non molto importante ma così poteva ottenere la soddisfazione di un lavoro ben fatto e preciso, e tuffandosi dentro quella piscina disattivò le sue capacità cognitive e ritornò all’origine: un semplice robot che puliva la piscina.

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